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Ventotene, l’isola delle Sirene

Dora Gatti, van oorsprong Romeinse maar sinds enige jaren woonachtig in Amsterdam, schrijft regelmatig een blog in het Italiaans. Dit keer neemt ze ons mee naar Ventotene, een eiland voor de kust van Rome, waar ze haar zomervakantie doorbrengt:

‘Ogni anno, da diversi anni ormai, mia figlia ed io passiamo le vacanze sull’isola di Ventotene. È una delle più piccole isole del Mar Tirreno, conosciuta e frequentata soprattutto dagli amanti delle immersioni e da ‘turisti della domenica’.

Ventotene (1)

Posta sulla rotta tra Ponza e Ischia, facilmente raggiungibile dalla costa del Lazio, Ventotene è uno scoglio allungato, antico vulcano lungo appena due chilometri, circondato da un mare azzurro intenso. È un’isola vera e solitaria, abitata da poco più da 700 abitanti. Gli inverni sono miti, battuti dal vento e dal silenzio. Le estati assolate, con il mare che domina e determina la vita degli abitanti e dei pochi turisti.

La piccola Ventotene ha una lunga storia, fatta di conquiste e di abbandono. Secondo antiche leggende, Pandataria, antico nome di Ventotene, fu l’isola in cui Ulisse affrontò il canto delle Sirene. L’attuale nome deriva forse dalla sua esposizione ai venti, che battono costantemente l’isola.

Frequentata già durante la preistoria, in epoca romana fu sede d’esilio di Giulia, figlia dell’Imperatore Augusto, di Agrippina, nipote di Tiberio, e di Ottavia, moglie di Nerone.

Ventotene (2)

Nel ‘700 l’isola diventò possedimento del Regno borbonico delle Due Sicilie e grazie al suo isolamento fu utilizzata come luogo di reclusione di ladri e prostitute. I successivi abitanti, contadini provenienti dalla Campania, disboscarono completamente l’isola, ma dovettero fare i conti con il vento forte che incessantemente si abbatteva sulle campagne, rendendo molto dura la coltivazione e la sopravvivenza. Al periodo borbonico risale la costruzione di un carcere panopticon (a totale visibilità) sullo scoglio di Santo Stefano di fronte a Ventotene, per ospitare ergastolani in un luogo di assoluta solitudine e impossibilità di fuga. Il carcere è rimasto in funzione fino alla metà del ‘900, per la sua caratteristica di essere un luogo di detenzione assolutamente sicuro.

La pagina di storia più interessante di Ventotene è legata alla vicenda dei confinati antifascisti. L’isola fu luogo di detenzione per gli avversari politici del regime fascista, che sull’isola avevano una vita regolata da norme ben precise e fortemente limitanti. Oggi è possibile ritrovarne le tracce nelle targhe sulle case, a ricordo dei luoghi in cui si svolgevano le poche attività dei confinati.

A questa vita di prigionia e isolamento furono destinati molti intellettuali antifascisti, tra cui Sandro Pertini, diventato poi presidente della Repubblica, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, noti questi ultimi per aver redatto, durante il confino sull’isola, il documento passato alla storia con il nome di ‘Manifesto di Ventotene’. Nel documento si descrive la crisi della civiltà europea e si delinea l’idea di una unione degli Stati Europei alla fine del secondo conflitto mondiale.

Pian piano l’isola è tornata a ripopolarsi e a organizzarsi per accogliere un turismo sempre più in cerca di luoghi incontaminati e tranquilli. Così il piccolo borgo si è dotato di alcuni servizi per il turismo, tra cui un bel Museo storico archeologico, guide turistiche con itinerari sull’isola e al carcere di Santo Stefano, organizzazioni di subacquei che accompagnano alla scoperta dei fondali marini, alcuni ottimi ristoranti, un paio di hotel e una fornitissima libreria che organizza eventi culturali estivi e festival letterari.

Ventotene (4)

La vita sull’isola è essenziale, non c’è molto da fare se non affrontare i mutevoli colori dal blu al celeste del mare, nuotando o scoprendo i meravigliosi fondali, tra i più belli del Mediterraneo. Una breve passeggiata all’interno consente di raggiungere la punta estrema dell’isola, attraversando una campagna ricca di profumi, di coltivazioni di lenticchie e soprattutto di uccelli di molte specie.

La natura selvaggia e incontaminata dell’isola è tutelata dalla Riserva Naturale, che protegge e conserva i tesori della terra e dei fondali marini, e dal Museo della migrazione, tra i pochi in Europa di studio delle migrazioni degli uccelli attraverso il Mediterraneo.

Le spiagge solo poche – l’isola ha coste molto ripide – ma dopo una giornata di mare è piacevole riposare nella piazza del piccolo borgo, al bar, al porto, dove si ritrovano gli abitanti e i soliti turisti abituali, ormai tutti conoscenti. Il passaggio dall’estate all’autunno è segnato dalla festa di Santa Candida, con le sue mongolfiere che ogni anno si alzano in volo sul mare.

Lontano dalla frenesia delle città, a Ventotene si può vivere in un ambiente a misura d’uomo. E’ difficile trovare in mezzo al mare uno scoglio così piccolo e così carico di storia, e in questo risiede il fascino di quest’isola.

Ventotene (3)

La cosa che mi piace di più di Ventotene però sono le notti, davvero infinitamente stellate, perché l’oscurità del cielo notturno non è disturbato dalle luci delle poche case e dei pochi locali.

immersioni > duiken
scoglio > rots
miti > zacht, mild
incessantemente > onafgebroken
ergastolani > tot levenslang veroordeelden
confinati > ballingen
delinea > uiteenzetten
mutevoli > veranderlijke
fondali > zeebodems
mongolfiere > luchtballonnen
frenesia > drukte, drift

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