Ga op pad met onze City Walks!

Als een vis in het water

Na ruim 750 blogstukjes leek het me aardig weer eens iets nieuws te doen, waardoor jullie tijdens het lezen van Ciao tutti nog meer het gevoel hebben van achter je computer even in Italië beland te zijn. Ik blog namelijk wel elke dag over Italië en Italiaanse zaken, maar nooit in het Italiaans. En dat terwijl het zo’n heerlijke taal is, met een prachtige klank die je gelijk meevoert naar Toscaanse wijnboeren, Napolitaanse pizzabakkers en Venetiaanse gondeliers.

Vandaar dat het me leuk leek om af en toe ook wat kleine stukjes Italiaans aan jullie voor te schotelen. Om al een beetje te oefenen voor de komende reis naar Italië, om te genieten van die prachtig uitgebreide frasen die Italianen bezigen of simpelweg om je kennis op peil te houden.

We beginnen met een paar teksten uit het boek Venezia è un pesce van Tiziano Scarpa, die in 2009 de prestigieuze Premio Strega won voor Stabat mater. Zijn boek over Venetië, dat al in 2000 verscheen maar dat ik onlangs tegenkwam in een nieuwe druk uit 2010, laat op het omslag al zien dat Venetië inderdaad veel weg heeft van een vis, vanuit de lucht gezien.

Hij neemt je mee op reis door het Venetië zoals zijn ogen dat zien, zoals zijn voeten het belopen, zoals zijn hart het heeft omsloten. In negen hoofdstukken laat hij evenveel lichaamsdelen de revue passeren, die allemaal hun herinneringen aan Venetië onthullen.

Een stukje uit Scarpa’s inleiding:

‘Venezia è un pesce. Guardala su una carta geografica. Assomiglia a una sogliola colossale distesa sul fondo. Corne mai questo animale prodigioso ha risalito l’Adriatico ed è venuto a rintanarsi proprio qui? Poteva scorrazzare ancora, fare scalo un po’ dappertutto, secondo l’estro; migrare, viaggiare, spassarsela corne le è sempre piaciuto: questo fine settimana in Dalmazia, dopodomani a Istanbul, l’estate prossima a Cipro. Se si è ancorata da queste parti, un motivo ci deve essere. I salmoni si sfiancano controcorrente, si arrampicano sulle cascate per andare a fare l’amore in montagna. Balene, sirene e polene vanno a morire nel mar dei Sargassi.

Gli altri libri sorriderebbero di quello che ti sto dicendo. Ti raccontano la nascita dal nulla della città, la sua strepitosa fortuna commerciale e militare, la decadenza: fiabe. Non è cosi, credimi. Venezia è sempre esistita corne la vedi, o quasi. È dalla notte dei tempi che naviga; ha toccato tutti i porti, ha strusciato addosso a tutte le rive, le banchine, gli approdi: sulle squame le sono rimaste attaccate madreperle mediorientali, sabbia fenicia trasparente, molluschi greci, alghe bizantine. Un giorno però ha sentito tutto il gravame di queste scaglie, questi granelli e schegge accumulati sulla pelle un poco per volta; si è resa conto delle incrostazioni che si stava portando addosso. Le sue pinne sono diventate troppo pesanti per sgusciare fra le correnti. Ha deciso di risalire una volta per tutte in una delle insenature più a nord del Mediterraneo, la più tranquilla, la più riparata, e di riposare qui.’

Het mooist is misschien wel het verhaal van de benen, die het in Venetië zwaar te verduren krijgen:

‘Una faticaccia: le case sono vecchie, pochissime hanno l’ascensore; non c’era proprio posto nella tromba delle scale. Per la strada, ogni cinquanta, cento metri salta fuori un ponte: almeno una ventina di gradini da salire e scendere. Poche malattie di cuore, a Venezia. Tanti acciacchi alle ossa, reumatismi provocati dall’umidità.

Continuerai a satire e a scendere anche nelle calli: Venezia non è mai piatta, è un continuo dislivello, tutta groppe, dossi, gnocchi, schiene gibbose, avval­lamenti, depressioni, displuvi; le fondamente digradano verso i rii, i campi sono trapuntati dai tombini come bottoni affondati nei gonfiori di una poltrona. Questo capitolo, oltre alle gambe, è dedicato per­tanto anche al labirinto: o meglio, alla coppia di labirinti corporei, le due chiocciole in fondo alle orecchie che ti danno il senso dell’equilibrio.

Io non so quanto sia vera questa storia, te la rivendo cosi come me l’hanno raccontata: conta le colonne del palazzo Ducale, sul lato esposto verso il bacino san Marco, di fronte all’isola di san Giorgio. Cominciando dall’angolo, arriva alla quarta colonna. noterai che è leggermente fuori allineamento rispetto alle altre, si sporge in avanti di pochi centimetri. Se appoggi la schiena alla colonna e cerchi di strisciare addosso alla sua circonferenza, dalla parte esterna del colonnato, non potrai fare a mena di cadere dal microscopico gradino di marmo bianco che si alza sulle pietre grigie della riva. Prova e riprova, ti sbilancerai e cadrai dal gradino anche se ti schiacci contro la colonna o allunghi di lato una gamba per slanciarti oltre l’orlo e superare il punto critico.

Da bambino ci provavo sempre, era molto più di una sfida o un gioco, mi procurava un brivido vero: mi avevano detto che ai condannati a morte veniva offerta quest’ultima possibilità di salvezza, una specie di ordalia equilibrista, un giudizio di Dio per acrobati; se fossero riusciti a strisciare attorno alla colonna senza poggiare i piedi sulle pietre grigie avrebbero ricevuto misericordia all’ultimo momento. Crudelissima illusione, che si potrebbe chiamare supplizio della speranza, come il racconto perfido di uno scrittore francese dell’Ottocento. Ad ogni modo, mi piace questa rappresentazione della morte profonda pochi centimetri, invece del solito abisso: non è un’immagine ampollosa ed è molto più spaventevole. Forse morire sarà così: forza, il gradino è minuscolo, non si precipita affatto in un baratro, guarda, sono soltanto tre centimetri, su, basta uno sforzo minimo, nessuno ti sta spingendo, dai, un po’ di equilibrio, è facile…’

Het advies van Scarpa is wel om van je benen in Venetië het uiterste te vergen:

‘Preparati a salire in vaporetto (batèo, battello), aspetta in piedi sui pontili d’imbarco (gli imbarcadèri): il vaporetto accosta, ti dà uno scossone che ti prende di sorpresa come una spinta a tradimento. Monta sul battello e, anche lì, non sederti, resta in piedi sulla plancia, sotto la tettoia esterna; senti con le gambe il tremolio del motore nella pancia del vaporetto che ti fa vibrare i polpacci, il rollio che ti costringe a spostare continuamente il peso del corpo da una gamba all’altra, ti fa tendere e rilasciare muscoli che non sapevi nemmeno di avere.’

Voor wie het Italiaans machtig is, is deze unieke stadsgids van Scarpa echt een aanrader. In de stad die als een vis in het water ligt voel je je dankzij zijn verhalen, beschouwingen en tips zelf al snel als een vis in het water en wandel je door de stad zonder te verdrinken in de mensenmassa.

Ontdek onze droomplekken in Italië!

3 reacties

  1. dit boekje ligt al een tijdje klaar om te lezen !
    Buona lettura !

  2. Dat is een goeie tip, grazie Jonneke!

Geef een reactie

Het e-mailadres wordt niet gepubliceerd. Vereiste velden zijn gemarkeerd met *